Piano Industriale e risultati 2017 (Conference Call del 16 marzo)

Piano Industriale Iol

Siamo stati invitati in quanto azionisti a partecipare alla Conference call realizzata per illustrare alla comunità finanziaria i risultati 2017 ed indicare l’aggiornamento del Piano industriale 2018-2020.
Il documento risulta certamente ben organizzato ed il posizionamento perseguito chiaro: disporre di un portafoglio prodotti articolato, che vada a coprire, in un crescendo, dall’area btc interessata all’audience web (Virgilio, 3BMeteo, Supereva, etc.), alle piccole e medie imprese fino alle aziende di maggiori dimensioni. Non dimenticando la piattaforma Pagine Gialle, in progressiva evoluzione dal cartaceo all’online. Restano a nostro avviso alcuni punti oscuri, sui quali cercheremo di avere ulteriori ragguagli. Ecco i principali:

  • Persone e skills: come già annunciato ampiamente, viene riaffermata la volontà di ridurre il cosiddetto FTE (Full Time Equivalent) per 400 unità. Ciò equivale a spazzare via la sede torinese – sebbene non citata esplicitamente – in una logica di razionalizzazione e svecchiamento delle strutture pagato dalle persone e dallo stato. Questa operazione genera una riduzione strutturale dei costi nel periodo di piano per 50 milioni di euro, in una logica strettamente finanziaria di sviluppo a scapito dell’occupazione. A fronte di ciò infatti è previsto l’inserimento di 100 figure altamente professionalizzate, fatto certo positivo anche se non si parla di figure creative, innovative in senso lato, che riterremmo utile per dare nuova linfa di pensiero e di azione, privilegiando invece competenze tecnico informatiche. Dimenticando forse che né Steve Jobs né Zuckerberg erano laureati!
  • Rete commerciale: si ribadisce la volontà di consolidare la struttura delle DLS, oggi 63, specializzandone 15 per un servizio completo verso i clienti di maggiore dimensione. La rete commerciale si attesta ora su circa 800 persone. Questa è sempre stata il fiore all’occhiello dell’azienda, professionalmente preparata e numericamente molto più consistente di quella attuale. Qui ci vorrebbe certamente più energia e coraggio, maggiore capillarità e vicinanza al cliente.
  • Clienti: veniamo dunque ai clienti. Non si dice e non si rilancia sul numero complessivo di clienti, anche se si indicano diverse azioni, quali il recupero degli ex, azioni preventive contro l’abbandono, l’incremento della spesa media pro capite. Banale dirlo, ma forse serve ripeterlo: una azienda esiste solamente con una condizione: che esistano clienti. Allora, se sono il primo bene, occorre maggiore focus su questo versante.
  • Incremento dell’audience: Italiaonline archivia un 2017 con significativo aumento dell’audience web sui propri domini (+ 6% giornaliero, che diventa +14% per gli accessi da mobile). Questo dato positivo deve però confrontarsi con la crescita complessiva del mercato; in altre parole, non ci pare chiarito se la quota di mercato web in termini di audience sia cresciuta e di quanto.

Queste richieste di chiarimento le porteremo alla prossima assemblea degli azionisti prevista per il 27 aprile.
Indicateci altre questioni ed altri punti che vi sembra importante affrontare così che possiamo essere ancora più incisivi.