Azionariato Diffuso Conferenza Stampa

VERSO UNA LEGGE PER LA PROMOZIONE DELL’AZIONARIATO DIFFUSO

Le associazioni degli azionisti dipendenti di Italiaonline e di Telecom Italia sostengono con forza la proposta di legge alla Camera n. 4150 del 2016 riguardante la promozione dell’azionariato diffuso presentata da Marco Miccoli e da altri otto deputati. I vertici di Assonline e di Asati dichiarano: «L’Italia si adegui agli standard europei anche nella rappresentatività dei piccoli azionisti all’interno degli organi decisionali delle aziende quotate in borsa».

Milano, 12 maggio 2017
Sarà discussa in Commissione verosimilmente entro il mese prossimo la proposta di legge alla Camera n. 4150 del 2016 riguardante la promozione dell’azionariato diffuso. Assonline, associazione degli azionisti dipendenti del Gruppo Italiaonline, e Asati, associazione degli azionisti Telecom Italia, sostengono con convinzione e decisione questa iniziativa, alla luce della necessità che anche l’Italia si doti degli strumenti normativi per dare riconoscimento all’azionariato cosiddetto diffuso e istituzionalizzarne il ruolo attivo nella governance delle società quotate in borsa e operanti in settori di pubblica utilità. Anche altre associazioni di azionariato presenti sul nostro territorio condividono la posizione di Assonline e di Asati.
Assonline e Asati condividono l’impostazione strategica di questa proposta di legge, che punta in particolar modo a:

  • garantire ai piccoli azionisti, anche dipendenti, presenza e rappresentanza negli organi sociali;
  • facilitare l’esercizio dei diritti sociali non patrimoniali;
  • assicurare il riconoscimento e il rafforzamento dell’associazionismo come strumento primario per gli azionisti al dettaglio.

«Riteniamo antistorica, oltre che riduttiva», dichiarano Franca Tosco (Presidente di Assonoline) e Francesca Corneli (Vice Presidente di Asati), «la visione di chi ancora vede le aziende, soprattutto quelle grandi, come mere realtà economico-finanziarie esclusivamente votate al profitto. Crediamo al contrario che le società per azioni possano ricoprire un ruolo più ampio stante l’impatto che hanno nel contesto della nostra società. Siamo profondamente convinti della necessità di dotarsi di tutti gli strumenti, compresi quelli normativi, per ridurre lo iato tra l’Italia e altri mercati – Germania, Francia e Stati Uniti in primis – nei quali la rappresentanza dell’azionariato diffuso nei consigli di amministrazione è fatto ormai pacifico e culturalmente accettato».
La proposta di legge – depositata a novembre 2016 e a metà dicembre assegnata, in sede referente congiunta, alle Commissioni Giustizia e Finanze della Camera – è stata presentata su iniziativa dei deputati Marco Miccoli, Paola Bragantini, Anna Maria Carloni, Floriana Casellato, Giuseppe Guerini, Michele Mognato, Michele Ragosta, Ludovico Vico e Diego Zardini.
Nell’attuale assetto di governance gli azionisti al dettaglio – ossia quella parte di investitori privati che, attraverso piccole partecipazioni (fino allo 0,1% del capitale sociale), destinano i propri risparmi all’investimento azionario e li gestiscono direttamente, senza ricorrere a investitori istituzionali – risultano esclusi dai consigli di amministrazione. Le associazioni di azionariato diffuso di Italiaonline e di Telecom Italia ritengono che la promozione dell’azionariato diffuso e la sua rappresentanza all’interno degli organi decisionali delle aziende possano segnare un momento di progresso per l’intero sistema-paese.