SEMESTRALE 2016: Visione un po’ strabica

SEMESTRALE 2016: Visione Un Po Strabica

Grande attesa per la prima Semestrale post fusione.

Ora che è stata presentata abbiamo gli elementi per un giudizio che nasce da elementi concreti.

I numeri: questi sono buoni, soprattutto il ritorno all’utile dopo 12 semestri – si, avete letto bene – di risultati in rosso! Buono l’EBITDA, cresciuto del 27,5% e il Free Cash Flow, cresciuto del 122,6%, particolarmente significativo perché rappresenta la premessa per possibili nuovi investimenti.

Ma c’è anche un numero preoccupante, molto preoccupante: i ricavi scendono ancora, dell’8,8% (questi sono i fatti, per i commenti vedi più oltre).

Le promesse: il resto della Semestrale riporta cose dette e stradette, note e stranote. Vero e proprio dejà vu. Qualche esempio?

  • “Nel secondo semestre del 2016 attueremo ancora importanti azioni di riduzione dei costi operativi”
  • Vi sarà “il lancio della nuova offerta di prodotti digitali”
  • “Le disponibilità liquide e l’assenza di debito ci offrono già oggi una solida base di investimento per indirizzare la crescita sia per linee interne sia per linee esterne” (leggasi, acquisizione di start up promettenti per il nostro business)
  • L’obiettivo è sempre “conseguire la stabilizzazione dei ricavi entro il 2018.”

Il giudizio: prima mettiamo a posto i conti, poi pensiamo allo sviluppo. Questa, a nostro avviso, è la sintesi del pensiero e della prassi operativa posta in atto dal gruppo dirigente della nuova realtà voluta da Sawiris. Di questa visione, ciò che non condividiamo è la sequenzialità delle azioni; riteniamo infatti che solo la contemporaneità della messa in sicurezza dei conti unita ad una energica azione di investimento, possa garantire sviluppo. Perché il mercato non sta fermo, e la lentezza con cui l’azienda si è mossa in questo anno è davvero preoccupante.

Sul comunicato stampa che illustra la Semestrale, si legge tra l’altro che fra le azioni strategiche da intraprendere oltre a quanto già citato – ovvero ulteriore taglio dei costi operativi e completo rinnovo del portafoglio prodotti – sono previste “attività legate alla relazione con i clienti.” Questo è uno spiraglio da approfondire: anzi, è l’unica strada che può garantire un futuro ad Italiaonline. Qui viene affogato fra pagine e pagine di parole e numeri! Quando ci si renderà conto che l’Azienda ha più bisogno di clienti di quanto i clienti abbiano bisogno di noi? Quando la relazione con loro, la risposta ai loro bisogni di comunicazione all’interno di una customer experience positiva, saranno la vera stella polare di tutte le azioni poste in atto dall’azienda? Leggiamo invece che l’ottimizzazione dei prodotti digitali ha “lo scopo di privilegiare il focus commerciale del Gruppo su quelli a più elevata marginalità.” Ma sono finiti i tempi in cui i clienti erano vacche da mungere: sono invece partner da servire, con attenzione e professionalità, perché diversamente l’infedeltà ai nostri brand sarà l’inizio della fine.

Mettere il cliente al centro non può essere uno slogan: necessita di una visione nuova dell’operato dell’azienda sul mercato. Perché se diciamo che poniamo attenzione alla relazione con il cliente ma poi operiamo in una logica di pura marginalità, allora si che diventiamo strabici.