Non più SEAT ma IOL/1

Sposi Seat Iol

Questo l’appassionato intervento del vice presidente Guido Patrone all’assemblea degli azionisti del 12 maggio.

Oggi è sia un’alba sia un coloratissimo tramonto e non sto a spiegare perché.
Alla vigilia di un matrimonio, che farà di due aziende un corpo solo, non posso che decantare le doti e la dote della sposa, la SEAT Pagine Gialle S.p.A.

E questo solo perché lo sposo Italiaonline sia consapevole fino in fondo del valore che sta “portando all’altare”. Solo grazie a questa consapevolezza la mensa del futuro “focolare unico” potrà essere abbondante e ricca di frutti. Ricca cioè di valore per gli azionisti, i clienti, gli amministratori, i dipendenti di tutto il Gruppo, gli agenti di commercio, i fornitori, il territorio.

Uno sposo che disprezzi la sposa che sta portando all’altare non farà molta strada e non creerà alcun valore per nessuno.

Il Gruppo Seat è un “gioiello” che, nonostante lo scempio operato dal 2003 al 2012 da azionisti e amministratori “locuste” (contro i quali è in atto un procedimento giudiziario per bancarotta fraudolenta), nel 2015 ha realizzato 375 milioni di ricavi, 26 milioni di EBITDA e 106,5 milioni di posizione finanziaria netta (denaro in cassa).

Tutto questo grazie alla tenacia e all’orgoglio delle donne e degli uomini di tutte le aziende del Gruppo (circa 1.000 dipendenti a livello Italia), alla forza dei propri marchi, della propria tradizione, della propria rete di vendita fatta di circa 100 sedi commerciali sparse su tutto il territorio nazionale e ricche di 1.200 agenti e 500 dipendenti.

Tutto questo grazie ad una fortissima politica di innovazione che, negli anni 2013-2015, proprio nel periodo di massima difficoltà (concordato fallimentare causato dal mostruoso debito speculativo creato dagli azionisti e amministratori di cui sopra)  ha trasformato l’azienda da editoriale cartacea ad editoriale multimediale, con circa 100.000 siti internet realizzati per altrettante piccole e medie imprese italiane.

E’ vero che i consumatori finali (BtoC) identificano ancora in gran parte SEAT con i volumi delle Pagine Bianche e Gialle (ora uniti con Tuttocittà in un comodissimo volume unico: l’enciclopedia semitascabile degli acquisti cittadini).

E’ vero anche però che le Piccole e Medie Imprese italiane invece hanno compreso benissimo l’innovazione di offerta realizzata da SEAT.

Lo dimostrano alcuni numeri:

  • Nei primi 4 mesi del 2016, ben 700 piccole e medie imprese (tra le 8 e le 9 telefonate al giorno!) hanno chiamato il nostro numero verde perché interessate alla nostra offerta;
  • Di queste ben 500 (71,4%) hanno chiamato perché interessate all’offerta innovativa di SEAT, su WEB, su Mobile ecc.

Certo non c’è limite al meglio ma il punto di partenza è ottimo.
La nuova Italiaonline sia degna di tutto questo.

Noi ci siamo e, mentre rigettiamo la “sfiga” di una “sposa disprezzata”, accettiamo la sfida di un matrimonio felice e fecondo, cioè creatore di valore per tutti gli stakeholders.

Torino, 12 maggio 2016
Guido Patrone
VicePresidente

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