8 marzo 2016: Ass. Azionisti – Piano industriale

Piano Industriale E Fusione

Parte straordinaria: Approvazione del progetto di fusione per incorporazione di Italiaonline S.p.A. in Seat Pagine Gialle S.p.A.; deliberazioni inerenti e conseguenti, deleghe di poteri.

Intervento sul Piano Industriale

I piccoli azionisti continuano a fare enormi sacrifici: dopo il quasi azzeramento attraverso il concordato (meglio il “quasi” rispetto al totale azzeramento del fallimento…), si sono visti ora dimezzare ulteriormente il valore delle proprie azioni, dal momento dell’entrata in campo di IOL a oggi, pur con la “via di fuga” offerta dall’OPA obbligatoria a 0,0039 (oggi l’azione quota a 0,0025 = – 36%).
Ma…è questo che si vuole, la fuga dei piccoli azionisti?
Perché questo quasi dimezzamento?
Perché, al netto degli effetti della trasformazione societaria e annessi futuri aumenti di capitale (probabilmente già scontati), il mercato non sta capendo ancora bene dove “stiamo andando a parare”: come Mediobanca aveva previsto “scommettendo” sul nostro concorrente Axelerò, saremmo stati troppo occupati dalle vicende societarie per badare al business…
Male.
Il business va presidiato esattamente se non di più delle vicende societarie.
Il mercato si sta ancora chiedendo: siamo la fusione di due debolezze inesorabilmente declinanti o di due debolezze che, fuse insieme, sono in grado di sprigionare nuova e abbondante energia?
La concentrazione sui tagli lineari per rianimare il flusso di cassa ha ancora troppo il sapore di ottica di breve termine e, ormai questo è lo spartiacque, “ottica di breve termine = ottica finanziaria”!!!
E non conta nulla che il soggetto, sulla carta, sia industriale. SEAT ha già avuto un socio di maggioranza “industriale” (in teoria), la De Agostini degli anni 1997-2001 e si è visto come è andata a finire per i soci di minoranza…
Siamo ancora in tempo ma il mercato chiede fatti: prodotti, ordini, ricavi, margine e utili, in una parola: FIDUCIA.
Un’occasione d’oro per Naguib Sawiris per dimostrare con i fatti di essere in Italia per produrre ricchezza anche per l’Italia: per gli azionisti (piccoli e grandi); per i clienti; per i fornitori; per gli agenti; per i dipendenti.

È per questo che io dipendente azionista farò dipendere il mio voto sul progetto di fusione da quanto ci direte in replica ad alcune nostre domande:
• Politica verso gli azionisti e verso i dipendenti azionisti (non manager) in particolare: ce ne sarà una? Quale? Oppure l’unica soluzione è la fuga?
• Tempi del passaggio da un’attenzione sui costi a breve a un’attenzione agli investimenti giusti per un miglioramento dei ricavi e del margine a medio;
• Evoluzione dei ricavi: 2018 = 2015? Perché?
• Evoluzione del numero clienti: nel 2018 260.000 clienti cioè meno che nel 2015?
• Articolazione dei ricavi oggi e nel 2018: prodotti proprietari, nuovi prodotti proprietari, prodotti in partnership.